25 ottobre: invito alla lettura di "Che cos è un seminario" di M. de Certeau

viale regina Margherita, 1

Venerdì 25 ottobre alle ore 17 presso la nosta associazione.


Invito alla lettura e discussione di


Che cos’è un seminario?


di Michel de Certeau


Insieme a: Pierluigi Cervelli, Paola Di Cori, Diana Napoli, Stefano Pepe, Edoardo Prandi


Viale regina Margherita, 1 (4° piano)


 


Invito alla lettura di Michel de Certeau,Che cos’è un seminario?


Come gruppo raccolto intorno alla pagina web www.micheldecerteau.eu, i cui componenti sono impegnati in modalità svariate di praticare la didattica, vorremmo invitare alla lettura  del breve testo di Certeau relativo alle modalità relazionali della comunicazione, trasmissione, incontro e scambio, tipiche di contesti in cui si svolge l’insegnamento – corsi e seminari presso scuole, università, centri di ricerca e formazione.


Sono note le difficoltà che si presentano oggigiorno a chiunque lavori in questo campo. Senza paura di essere smentiti/e pensiamo che quella dell’insegnamento sia un’area che dal ’68 in avanti è stata sottoposta a una serie ininterrotta di sussulti, trasformazioni, rivoluzionamenti, e oggi si trova in uno stato di frammentazione e profonda crisi. Tra i diversi fattori che hanno contribuito a questa situazione, ricordiamo  gli effetti sconvolgenti della rivoluzione tecnologica sull’intero settore dell’apprendimento; e inoltre i pesanti condizionamenti negativi dovuti alla crisi economica e al taglio dei fondi per l’educazione, alla inefficienza e invecchiamento delle strutture e degli apparati istituzionali, all’inadeguatezza delle proposte  politiche, alla infelice applicazione di ripetute e successive proposte di riforma - ciascuna più inefficiente della precedente.


Al giorno d’oggi, dopo decenni di analisi e confronti di carattere teorico e politico sull’argomento; di tanti sfortunati tentativi per sviluppare, riformare, indirizzare, organizzare, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: un universo che anziché uniformarsi secondo alcune linee prevedibili di evoluzione, si offre allo sguardo come un insieme scivoloso, in progressivo e irreversibile mutamento, la cui caratteristica è quella di avere un aspetto poco definibile, scarsamente disciplinabile, implacabilmente in disordine. In poche parole, lavoriamo con la consapevolezza di non sapere dove siamo, né quali siano gli strumenti adeguati per comunicare e trasmettere contenuti che un tempo ci sembravano essenziali ma la cui struttura e fondatezza ogni giorno di più appaiono costituite di materiali che mutano e si rivelano progressivamente sottoposti a veloce deterioramento. Lo strumento della valutazione è apparso (erroneamente) come una soluzione salvifica per la sua parvenza ‘scientifica’; ma sappiamo quanto siano discutibili i risultati che essa offre.


Di fatto, la costruzione di più raffinati metodi valutativi non può certo eliminare gli immensi problemi riguardanti una adeguata preparazione di chi insegna sul piano dell’aggiornamento personale ma soprattutto su quello – ben più impegnativo e al giorno d’oggi fondamentale - della gestione dell’imprevisto. Come affrontare il nuovo, ciò che cambia con tanta velocità; l’evento politico, la catastrofe atmosferica, il congegno tecnologico, l’episodio mediatico, il deterioramento nei gesti e nei comportamenti delle persone, che irrompe nella quotidianità e ci costringe a sintonizzarci su frequenze che non avevamo previsto?


Contrariamente soltanto a venti o trenta anni fa, quando oggi entriamo in un’aula – sia di università o di scuola elementare poco importa – ciascuna/o di noi prova una sensazione assai precisa di incertezza e spaesamento. Siamo consapevoli di non riuscire a capire chi e come sono coloro che sono in classe, con quale mezzo o lingua comunichino tra di loro e con noi. Costoro siedono e guardano ossessivamente i propri cellulari, smartphone, tablet e altro, cercando ogni maniera possibile per sfuggire all’obbligo di prestare attenzione. Sentiamo di essere inadeguati ad affrontare le variabili disordinate che caratterizzano le aule nel mondo contemporaneo; e anche l’evento inatteso che sembra costantemente in agguato.


Il testo di Certeau Che cos’è un seminario? è un esempio di lettura acuta e preveggente intorno a come si presentava la situazione qualche anno dopo il ’68. Non offre né soluzioni né ricette o metodi da applicare. Piuttosto, invita a riflettere in maniera inconsueta su temi e dinamiche noti che sembrano ancora presenti.


Tra i diversi aspetti rilevanti analizzati, quello relativo all’imprevisto è al centro di questo scritto e occupa uno spazio di primo piano fin dalle prime frasi. Che altro è se non una descrizione degli aspetti imprevisti che lo caratterizzano, il seminario/caquetoir che viene qui analizzato? E non è forse un continuo susseguirsi di momenti inaspettati, sorprendenti, la quotidianità interpretata nei suoi risvolti profondi?


Certeau invita con originalità a ragionare intorno a modalità di comunicazione e trasmissione con chi partecipa al seminario servendosi degli strumenti che lui utilizza per interpretare la vita quotidiana, quell’esperienza che si compone di un insieme di pratiche le quali si caratterizzano per il fatto di essere di continuo ‘inventate’. E’ la parola chiave del suo libro sull’Invenzione del quotidiano (1980).


“Invenio”, il verbo da cui si origina la parola, ha diversi significati in latino: trovare, imbattersi per caso, incontrare; e anche: scoprire, conoscere; escogitare, immaginare, procurarsi, ottenere. Sono le molte attività nelle quali siamo impegnate/i quando facciamo il nostro lavoro di insegnanti, e anche quelle che caratterizzano le nostre relazioni quotidiane e il modo con cui parliamo, camminiamo, abitiamo, vestiamo, cuciniamo, ecc. Ed è facile capire che tutto ciò è in continuo mutamento, e ancor di più muterà in futuro. 


A partire da queste considerazioni, vorremmo offrire qualche commento intorno al testo di Che cos’è un seminario? e insieme accostare qualche brano tratto da L’invenzione del quotidiano e La culture au pluriel, una raccolta di saggi del 1974 ancora inedita in Italia.


Vi invitiamo a condividere le vostre esperienze e queste letture insieme a noi.


 Il testo di Certeau Che cos’è un seminario? sarà inoltrato a chiunque sia interessato, che ne può fare richiesta attraverso il sito www.micheldecerteau.eu

Intervengono: 
Pierluigi Cervelli, Paola Di Cori, Diana Napoli, Stefano Pepe, Edoardo Prandi