Introduzione all'Inedito di Francesco Tentori

Desiderio, società, politica
Vinicio Bonometto

 


Ricordi di inizio secolo.

Di Francesco “Checco” Tentori[1] conservo[2]un involontario archivio di molti suoi scritti, poiché mi regalò un suo vecchissimo Apple (sapeva che mi piaceva), il famoso "videocitofono". Quando gli dissi che era pieno di suoi testi, mi rispose di non preoccuparmi, che potevo farne quello che volevo (Francesco era così); io li conservo gelosamente, assieme al computer, a Venezia, dai miei genitori in numerosi floppy disk.


Il testo che segue, inedito almeno in forma scritta, non proviene dall'archivio di quel vecchio computer, ma mi è stato consegnato da Tentori poco dopo la lezione che tenne ad Udine dopo mio invito, nemmeno troppo insistente, nel novembre del 2005.


Non sono gli appunti della lezione, ma è proprio la lezione stessa, anzi più della lezione. Infatti questo testo contiene approfondimenti e dettagli bibliografici che durante la discussione orale non sono stati citati per esteso. Un testo di sei cartelle che poteva non redigere (nessuno glielo aveva chiesto e tanto meno potuto pubblicare) ma che per la serietà che lo permeava, fece sicuramente d'impulso. Mi ricordo che ho cercato di mettere a disposizione il testo agli studenti e di affrontare personalmente il tour all'interno del cimitero di Udine che è l'oggetto della lezione. Ho seguito le tracce scritte da Francesco dei viali e delle tombe e ho fotografato gran parte di quelle lastre marmoree. Anche quella volta, grazie a lui ho imparato molto.


Non c'è lo spazio per affrontare qui la sua lunga biografia, perciò vorrei soffermarmi solo su di un aspetto di Tentori, ovvero la sua capacità d'interfacciarsi con il web a partire dagli ultimi anni del secolo scorso. Fu lui il primo, già settantenne, ad usare il sito internet dello IUAV con modalità sorprendentemente nuove per quegli anni, raccogliendo e recensendo articoli di riviste e giornali che confluivano, attraverso procedimenti tutt'altro che copia e incolla (per la difficoltà d'importazione dei testi) in un contenitore che solo ora potremmo chiamare blog. Usavamo le pagine del sito dello IUAV che io, Tentori e l'architetto Luigi Pavan caricavamo a beneficio degli studenti. Le pagine erano un "collage" d’articoli tratti da quotidiani e settimanali, quasi mai riviste specializzate. Ogni scritto di cronaca, di cultura, non necessariamente architettonica, possedeva poi un commento di Francesco, a volte anche di noi collaboratori.
Era Tentori che scansionava gli articoli dopo averli ritagliati dai giornali, aveva uno scanner OCR (che però necessitava di un gran lavoro di ribattitura dei testi) e un vecchio Apple che lui usava con destrezza.
Il procedimento d'inserimento nel sito IUAV lo facevamo io e Luigi Pavan con delle complicazioni infinite perché dopo l'importazione saltavano tutti i caratteri, i margini ecc. ecc.


Tentori era l'unico tra i docenti IUAV che utilizzava lo spazio dato dal sito "pagine dei docenti" in maniera completa e non solo per bibliografie e programma istituzionale.


I "ritagli" erano ovviamente per gli studenti così pure i commenti, Le pubblicazioni online iniziarono nell'ottobre del 2000 e terminarono alla conclusione dell'anno 2003. Purtroppo tutto questo lavoro è andato perduto, lo IUAV ha cancellato, per sempre, tutte queste pagine editate, come del resto quelle di tutti i professori non attivi o morti.


Vinicio Bonometto





[1] Francesco Tentori (1931-2009), architetto friulano. Formazione divisa tra l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia di Giuseppe Samonà e nella redazione di “Casabella” di Ernesto N. Rogers. Ha esercitato la professione di architetto in molte parti nel mondo e ha avuto cantieri importanti anche in Italia. Uno su tutti il cimitero di Longarone. Come studioso vanno segnalate le ricerche su: Le Corbusier, il Friuli, il Brasile e l'architettura italiana del novecento.



[2] Sono stato allievo di Francesco "Checco" Tentori sia da studente sia da collaboratore, sempre all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). Ho fatto tre anni accademici come suo assistente, il terzo era il 2002/2003; tutti e tre erano "Progettazione Architettonica 2”, quarto anno, che equivaleva all'ultimo esame di progettazione prima della laurea.