Vitalità dei margini. Spazio e luogo in Michel de Certeau

Relazioni: pericolose? Forme e luoghi della pluralità
Di Cori

Abstract

Nell’articolo si cerca di mettere in risalto i diversi significati che i concetti di spazio e luogo rivestono nell’opera di Michel de Certeau. Sebbene a un primo sguardo “luogo” indichi una condizione di stabilità, e “spazio” un incrocio di molteplici entità in movimento, questa contrapposizione è tutt’altro che rigida. In alcuni scritti relativi all’esperienza spirituale, per esempio, quando si produce una svolta in campo personale, “luogo” significa anche “evento”. “Luogo” è anche un modo di interrogarsi intorno all’alterità: qual è il luogo dell’altro? E’ questa la domanda onnipresente che percorre e molti saggi – quello sul capitolo “I cannibali” di Montaigne; le pagine sul linguaggio della posseduta e su Jean de Léry ne La scrittura della storia. Il paragrafo della seconda parte, relativo allo scritto Che cos’è un seminario?, un breve intervento scritto 10 anni dopo il maggio ’68, si concentra sulle pratiche di insegnamento, nelle quali spazio e luogo assumono significati ancora diversi. “Luogo” è qui un’entità plastica e malleabile le cui proprietà spesso si confondono con quella spaziale. L’obiettivo è quello di spostare il fulcro dell’attenzione verso i margini, al fine di evidenziare la fine di un punto dominante intorno a cui converge l’intera vita sociale: le pratiche di insegnamento sono ormai dei momenti parziali, degli episodi all’interno di un contesto generale che ormai non ha più centro. Tuttavia, esse possono diventare esperienze entro cui si esprimono le differenze e la pluralità della condizione umana. Inoltre, qui è possibile esprimere punti di vista critici, purchè consapevoli che si tratta di attività che si svolgono a latere, le quali possono acquisire una loro portata politica se saranno in grado di non chiudersi all’interno di un unico luogo, in particolare se istituzionale. Infine, un breve richiamo al quadro di Paul Klee Ad marginem del 1930, serve a illustrare efficacemente tutta la vitalità brulicante nei margini.