L'incontro tra Costituzioni e tradizioni religiose: proposte per una relazione pacifica dal multiculturalismo al pluralismo

Relazioni: pericolose? Forme e luoghi della pluralità
Gradoli

ABSTRACT

Il Nuovo Millennio ha ribaltato la convinzione ormai solida del Novecento per cui le religioni e le identità nazionali occidentali fossero ormai solide e incorruttibili: il momento di frattura è coinciso con l'11 settembre 2001 quando l'Occidente ha scoperto di doversi confrontare con nuovi linguaggi, simbologie e nuove dimensioni come quella pubblico-religiosa. Si è aperto quindi il dibattito su come determinate tradizioni religiose per lo più estranee a quella euro-occidentale potessero convivere all'interno degli Stati occidentali e per molto tempo una soluzione a tale quesito fu ricercato nel modello multiculturale di stampo britannico. Tale approccio, tuttavia, è oggi in discussione a causa della frammentazione sociale sulla quale si basa e dell'eccessiva distanza che frappone fra il singolo e lo Stato. L'alternativa che si propone al modello multiculturale è il pluralismo che eliminando le intermediazioni tra singolo e Stato tipiche del multiculturalismo promuove un approccio bottom-up nella formulazione delle politiche e sembra rispettare maggiormente la complessità del tessuto sociale delle comunità. L'Italia sembra tendere verso questo secondo modello come dimostrabile attraverso l'analisi di alcune disposizioni del ddl n. 2670 del 2009 che propone una riforma della legge sulla cittadinanza e altre disposizioni di enti locali volte a garantire i diritti degli immigrati e dei Musulmani presenti sul territorio. Si tratta di azioni e politiche che si auspica vengano realizzate o, laddove già in atto, potenziate al fine di favorire una maggiore integrazione in un Paese che presenta sempre più anime e complessità.