L'eco della storia. Alla ricerca delle fonti del romanzo "Il cimitero di Praga"

Conflitto e democrazia
Dell'Erba

 

Nunzio Dell’Erba

L’eco della storia. Alla ricerca delle fonti del romanzo Il cimitero di Praga

A trent’anni di distanza dal bestseller Il nome della rosa (1980), il nuovo romanzo[1] di Umberto Eco si presenta come un testo di difficile comprensione non solo a un lettore «di non fulmineo comprendonio»[2], ma anche ai lettori più preparati e forniti di vasta cultura. In questo ingrato compito il lettore non è aiutato né dalle frettolose recensioni del romanzo pubblicate su tutta la stampa italiana né da indicazioni utili per comprendere una materia così intricata come quella connessa al mondo ebraico del XIX secolo.

Nella vicenda narrativa, come si snoda nel corposo volume, l’autore fornisce una veloce tabella esplicativa[3] con la quale vuole guidare il lettore verso la comprensione di una serie di eventi, sviluppati poco chiaramente e disposti in modo disordinato per la congerie di notizie, di dati e di nomi: il tutto reso meno intelligibile per l’elencazione di inutili ricette, non sempre riportate in modo corretto[4]. Ne viene fuori un percorso narrativo zeppo di banalità[5] e di luoghi comuni imputabili all’odioso e antipatico protagonista di nome Simone Simonini.

La scelta del personaggio come originale invenzione dell’autore non sembra presentare grande originalità per il legame parentale a un personaggio realmente vissuto qual è il nonno: tal Giovanni Battista Simonini, la cui esistenza – seppure sia messa in dubbio da diversi studiosi della storia ebraica –, interessa per la lettera inviata il 1° agosto 1806 all’abate Augustin Barruel (1741-1820). Persino il titolo Il cimitero di Praga non spicca per originalità in quanto esso si ritrova inserito nelle pagine del romanzo Biarritz, pubblicato nel 1868 da Hermann Goedsche (1815-1878) con lo pseudonimo di Sir John Retcliffe. Ma la scelta del cimitero – che si ritrova anche in un opuscolo del 1872 intitolato Nel cimitero di Praga. Gli ebrei sovrani del mondo e in un altro successivo del 1876[6] – è lo scenario ideale di misteriosi complotti, a cui ricorrono molti scrittori per i loro racconti “gotici” come quello di Goedsche[7].

Ma il romanzo di Eco, che riporta in auge una scena analoga narrata da Alexandre Dumas nel romanzo Giuseppe Balsamo[8], non spicca per originalità riguardo alle notizie su Cagliostro e sulla partecipazione dello scrittore francese alla spedizione dei Mille. Nell’approssimarsi dell’Unità d’Italia sono usciti numerosi libri per mettere in rilievo sia gli aspetti negativi che quelli positivi dell’unificazione nazionale. Ma su questo controverso evento i riferimenti storici del romanzo non assumono una valenza positiva e si snodano in una ripresa di brani senza alcun legame cronologico...

 

* * *

[PER UNA VERSIONE INTEGRALE DELL'ARTICOLO CONTATTARE L'EDITORE]

* * *

[1] U. Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani, Milano 2010. Sull’opera narrativa dello scrittore alessandrino si veda A. Maria Lorusso, Umberto Eco. Temi, problemi e percorsi semiotici, Carocci, Roma 2008.

[2] U. Eco, Il cimitero di Praga cit., p. 516.

[3] Ibidem, pp. 517-519.

[4]La ricetta siciliana del pesce spada è indicata a’ sammurigghu senza la i finale (ibidem, p. 165).

[5]Per esempio quella relativa all’orina di un tedesco che «contiene il venti per cento di azoto mentre quella delle altre razze solo il quindici» (ibidem, p. 12).

[6] N. Cohn, Licenza per un genocidio. I «Protocolli degli anziani di Sion». Storia di un falso, Einaudi, Torino 1969, p. 16; Cesare G. De Michelis, La giudeofobia in Russia. Dal Libro del «kahal» ai Protocolli dei savi dei Sion, Bollati Boringhieri, Torino 2001, pp. 25 e 208.

[7] Ibidem, p. 25; C. Rybar, Praga ebraica. Glosse ad una storia e ad una cultura, la guida attraverso i monumenti, TV Spektrum, s. l. [ma Praga] 1991.

[8] Secondo l’autore «Goedsche altro non fa che copiare una scena dal Giuseppe Balsamo di Dumas»; cfr. U. Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi, Bompiani, Milano 1994, p. 168.