Lacan e l’etica al femminile

Immanenza e trascendenza
Cimino

Nel Seminario VII Lacan, in polemica con l’Ipa (International Psychoanalytical Association), opera uno spostamento di ciòche èil centro della cura analitica dalla tecnica all’etica. Non si tratta di avere a che fare con le strategie infinite relative ai movimenti del transfert e del cosiddetto controtransfert a cui sempre paziente e analista sembrano sospesi e con loro le sorti della cura. Si tratta invece di avere a che fare con ciò che guida l’agire degli essere umani e la loro ricerca della felicità il soggetto èguidato dal godimento verso quello che Lacan, mutuando il termine da Freud, chiameràla Cosa. Questo orienta il suo agire, di questo l’analista deve tenere conto. Dunque abbiamo a che fare con il desiderio (anche se da ora in poi Lacan parleràdi godimento) che, come qualcuno ha creduto possibile, non puòessere sottoposto a procedure di “ortopedia”, come del resto giàaveva chiaramente detto Freud affermando  indistruttibilità del desiderio infantile. Gli esseri umani sono guidati dalla ricerca impossibile del primo insostituibile Altro, l’oggetto per sempre perduto, il primo delle cure, il primo che si sottrae e che trasforma il grido del bambino in appello consentendo cosìl’accesso alla parola e all’universo simbolico, naturalmente la madre. Da lìnasce l’incolmabile mancanza che, tuttavia, non cessa di voler essere colmata. Èquesto movimento verso il recupero del primo Altro che orienta il desiderio e dunque l’agire degli esseri umani. Come Lacan espliciterànell’Etica, si tratta di das Ding, l’oggetto dell’incesto che èun bene interdetto e che èil Sommo Bene, perché“non c’èaltro bene”.

Il posto privilegiato in cui Freud ha collocato il desiderio e l’incessante ricerca degli esseri umani di soddisfarlo ha richiesto una revisione dell’etica e inaugurato l’etica del desiderio: di questo parla Lacan nel Seminario VII. La misura etica di una azione umana è in rapporto al desiderio che la guida.

Siamo esseri di desiderio e con esso ce la dobbiamo vedere, possibilmente senza soccombere al desiderio estremo che è desiderio di morte, l’unico che azzera ogni tensione. “Dove c’era l’Es ci saràl’Io”, ossia si deve tornare all’origine del desiderio per essergli fedeli. Il desiderio non va domato o addomesticato ma perseguito.

 

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