I rischi occulti del diritto

Relazioni: pericolose? Forme e luoghi della pluralità
Gambino

Abstract

Il diritto della contemporaneità si mostra sempre più instabile e caotico, rendendo imprevedibili, sul piano giuridico, strategie e comportamenti, e così privando le decisioni economiche di un saldo contenuto programmatico. Il processo di disgregazione del diritto – diritto senza più né un «centro» né un «vertice» – proviene da lontano, ed agisce oggi in due direzioni. Sul piano delle fonti, è da tempo che giuristi e operatori del mercato riflettono sull’idea, presente nei nostri studi, e latente nelle aule giudiziarie, di un diritto «frammentato». Ad un sistema rigido e gerarchico, sul quale poggiavano – salde e rassicuranti – le categorie del passato, viene opponendosi un sistema flessibile ed eterarchico, più affine all’atmosfera culturale dei sistemi di common law. Questo nuovo quadro di principi e teorie è destinato presto a precipitare verso il momento applicativo. Il nuovo pluralismo giuridico è percorso dal bisogno di fornire al giudice una rete indistinta di principi utili alla decisione, di offrire strumenti flessibili di soluzione del caso, di introdurre, nella cultura giuridica, una dilatazione semantica del diritto. Di qui il problema, grave e impellente, di come pronosticare, all’atto della decisione – dalla più complessa alla più immediata e lineare –, cosa accadrà in sede giudiziale. Non si tratta di riaprire antiche dispute intorno alla certezza del diritto, né stagioni di studi ormai cadute nel silenzio, bensì interrogarsi, oggi, sull’incauto e imponderabile destino giuridico dell’agire economico. La varietà dei nuovi principi giuridici (e. g., proporzionalità, adeguatezza, ragionevolezza, ecc.), la mobilità dei criteri di soluzione del caso, che si sciolgono dal legame con il metodo dell’analogia, le distorte applicazioni della legge rendono la variabile «giuridica» un rischio latente in qualsiasi dichiarazione, comportamento, o segmento di attività; tanto più insidioso quanto più frammentato è il quadro di norme e di principi di cui fruiscono giudici di merito e di legittimità.