Editoriale

Il viaggio: ricerca di sé e degli altri. Certeau legge Favre
La redazione

Cari lettori,

questo numero si apre sotto il segno di un allegria del seminare, ovvero immaginarne possibili germogli e magari intravederne i frutti. Se cosi è, allora siamo molto lieti di pubblicare come ‘Argomento’ di questo numero il “Dossier Favre”, un insieme di contributi dedicato alla nuova edizione italiana del lungo saggio che il filosofo Michel de Certeau antepose nel 1959 come introduzione al Mémorial del pellegrino gesuita Favre. Tornato alla ribalta per il fatto di essere un autore ‘culto’ del confratello Jorge Mario Bergoglio, padre Pierre Favre – già fondatore insieme a Ignazio de Loyola della Compagnia del Gesù  – iniziò a scrivere il suo diario nel 1542, a metà circa del suo lungo pellegrinaggio intorno ai luoghi più importanti del sacro Romano impero di Carlo V. Oltre ad essere un personale diario di viaggio, il Mémorial è anche come dice Paola di Cori (curatrice del dossier insieme a Edorardo Prandi) “memoria delle origini del più importante ordine religioso cattolico nato dopo la riforma luterana” e come tale non poteva non attirare l’attenzione del poco più che trentenne gesuita, storico “smarrito”, Certeau.

Lasciamo al lettore cogliere tutte “le” attualità di questo dossier; a noi preme dire che la nostra contentezza è dovuta al fatto di documentare, come negli anni scorsi, le attività seminariali che ospitiamo all’interno della nostra associazione, a conferma dell’apertura e del confronto con altri studiosi e altri indirizzi di ricerca che sono insiti nel nostro Manifesto di intenti. In questo caso, ospiti sono stati appunto gli autori del dossier Favre, ovvero alcuni studiosi italiani di Michel de Certeau che da qualche anno animano un sito e un seminario intorno alla opere del geniale gesuita francese e che da pochissimo hanno deciso di riunirsi in associazione chiamandola “Prendere la parola”, il titolo tra l’altro del primo seminario che hanno tenuto da noi nel dicembre nel 2013: auguri!

Atro motivo di contentezza, d’altra parte, è data dal fatto che continuiamo a pubblicare nella sezione approfondimenti i contributi dei borsisti di seminari che dal 2012 la Scuola di Roma dell’Istituto italiano di studi filosofici organizza nella nostra sede, e al quale noi abbiamo collaborato. Il titolo del seminario di quest’anno è stato “Via di uscita dalle macerie”. Auguriamo a tutti questi giovani studiosi di vedere realizzate le loro più alte aspettative e rinnoviamo l’invito a collaborare ancora con la nostra rivista che tra l’altro dal prossimo numero, e quindi dal 2015, si gioverà di una redazione allargata e si presenterà al lettore con diverse novità.